Cronistoria

Fotografia

Nel 2012 Alessandro Gibellini, studente di ingegneria civile, riceve in regalo dal padre una Pentax K1000.

Abituato ad usare le macchine fotografiche digitali, Alessandro rimane affascinato da questo dispositivo fotografico analogico che decide di provare immediatamente. Compera la pellicola ed inizia a scattare foto, esaurendo ben presto il primo rullino. Al momento dello sviluppo, tuttavia, si rende conto di non aver caricato correttamente il rullino nella macchina.

Ma non si lascia scoraggiare da questo errore, anzi, decide di trarre da esso la motivazione per migliorare le proprie capacità, e di studiare il processo fotografico e la storia della fotografia fin dall’inizio.

Insegnamenti

Durante i suoi studi di fotografia, Alessandro scopre di preferire la qualità delle immagini analogiche a quella della fotografia digitale. Si innamora delle fotocamere monorail e decide di costruirsene una da solo poiché noleggiarne o acquistarne una sarebbe stato troppo costoso.

Avvalendosi degli insegnamenti di falegnameria del nonno, Alessandro inizia ad assemblare il suo primo modello monorail, destinato a diventare l’antenato della futura GP810.

Prototipi

Per realizzare i suoi sogni, Alessandro trasforma il proprio garage in un laboratorio. Per costruire il primo modello sceglie di usare il legno, mentre per i componenti utilizza lastre di alluminio tagliate e piegate con una morsa. Alessandro realizza il soffietto in cotone e carta mentre, per risparmiare, sceglie di produrre la lente di messa a fuoco con carta pergamena perché – come il vetro smerigliato – è in grado di schermare in parte la luce.

Condivisione

Nel 2013, Alessandro sospende per qualche tempo il lavoro con i prototipi di macchina monorail per portare avanti gli studi di ingegneria civile.

Un anno dopo riprende a lavorare ai prototipi e decide di condividere i propri successi online, postando materiale su gruppi di fotografia in grande formato e analogica.

In questo modo Alessandro riesce a raggiungere una nicchia di persone che sono alla ricerca della macchina che sta costruendo. Il suo prototipo riscuote un successo immediato online e in tanti iniziano a chiedergli di costruire macchine fotografiche personalizzate.

Richieste

Ad Alessandro viene chiesto di costruire modelli di formato più grande rispetto a quello del suo prototipo di 4×5. Non bastando più lo spazio disponibile in garage, Alessandro sfrutta per la sua attività ogni centimetro della propria abitazione, compreso il pianoforte a coda del salotto. Per le richieste ricevute da acquirenti internazionali, Alessandro provvede di persona alla consegna.

Come nel caso di una grande folding portata in macchina al cliente fino a Berlino. Per tutto il 2014, Alessandro sperimenta con i nuovi materiali richiesti dai suoi clienti, come l’alluminio e l’ottone. Non disponendo degli strumenti necessari per la lavorazione, inizia a collaborare con fornitori esterni ai quali fornisce gli schizzi realizzati a mano dei componenti che gli occorrono.

Evoluzioni

Dal momento che gli affari vanno bene, Alessandro decide di brevettare il modello della sua fotocamera monorail in legno e alluminio.

Spinto da un insaziabile desiderio di innovare e sperimentare, decide di usare la fibra di carbonio per le sue caratteristiche di grande leggerezza.

Inizia così la collaborazione con Alain Mestadgh, grande esperto di fibra di carbonio. Dalla costruzione del primo prototipo, tuttavia, emerge la consapevolezza che, per la natura del carbonio, la macchina fotografica sarebbe stata senz’altro più leggera, ma troppo sensibile alle vibrazioni. Alessandro decide pertanto di utilizzare questo materiale solo per determinati componenti non strutturali, come le impugnature o le cornici.

Sassuolo

Nel 2015 Alessandro partecipa, con la propria azienda, al concorso incubatore d’impresa “Imprenditorialità a Modena,” vincendo il primo premio per il settore meccanico.

Grazie a questo risultato, Alessandro può trasferirsi in una sede più grande a Sassuolo: un loft di 300 metri quadrati che sarà sede della Gibellini Projects fino al 2017.

Sau

Nel 2017 Alessandro Gibellini instaura una partnership con SAU Spa, una società operante nel settore della meccanica di precisione e dell’utensileria di alta qualità.

Credendo nel progetto di Alessandro, SAU Spa crea il nuovo Reparto “Lusso, Ricerca e Stile”. Così nel 2018 Alessandro trasferisce la sede della Gibellini Projects da Sassuolo a Polinago, da dove dirige sia la propria azienda che il nuovo reparto della SAU, dove può contare su un team di esperti e avvalersi di strumenti  all’avanguardia come macchine a controllo numerico e stampanti 3D di ultima generazione.